Su
cuscini di cupo sangue giaceva poi
la bionda nuca d'una bianca donna.
Infuriò il sole nei capelli e a lungo
lambì le cosce sue lucenti e intorno
cadde in ginocchio ai seni più bronzini,
da vizio e figli ancor non guasti.
A lei vicino un negro: spaccati occhi
e fronte dallo zoccolo di un cavallo.
...
Ma lei giù distesa come una fidanzata dormiva:
all'orlo della gioia sua del primo amore
e come alla vigilia di molte ascensioni celesti
del giovane caldo sangue.
Fino a quando
il coltello le fu affondato nella bianca gola
e intorno ai fianchi le venne gettato di morto
sangue un grembiule purpureo.
Gottfried
Benn, Morgue, Einaudi, trad. di Ferruccio Masini