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scritturaimmanente.it
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-Susanna
Plata presenta
-La
verità sul caso Caffa
--di ALESSANDRO BANDA |
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Susanna
Plata è nata a Lugano il 29 luglio 1983. Frequenta il corso di laurea
in Lettere Moderne e Contemporanee all'università di Pavia. La sua
tesina di maturità dal titolo "Torino. Lo scatto Pavese, Antonioni"
è stata premiata, a pari merito con altri due lavori, al Premio Pharmaton.
Si
occupa di scrittura e ha interessi in campo cinematografico e teatrale.
La sua e-mail: Il suo sito: www.debris.it/soci/suse/ |
"La
verità sul caso Caffa"
è un libretto
uscito lo scorso 2003 presso i timbri di Guanda editore. Alessandro
Banda ne è l'autore.
Si tratta, come si può intuire fin dal titolo, di una parodia, del racconto-caricatura
della vita di questo personaggio enigmatico, Caffa, che "ricorda
Kafka, ma per altri versi no".
A instaurare questa parentela tra il personaggio del libro di Banda e l'autore de "La metamorfosi" interviene innanzi tutto l'immagine in copertina: Kafka ritratto da Tullio Pericoli, dritto in piedi con le mani unite sull'addome, l'impermeabile largo dagli angoli gonfi, il colletto bianco alto sul collo, stretto dal nodo della cravatta, le orecchie a sventola, il viso spigoloso. Sparpagliate tutte intorno: ritratti e fotografie di Kafka, del padre, della madre. A rapire e soggiogare in modo irrimediabile un estimatore di Kafka, basta questo indizio in copertina.
Ma veniamo al sodo: di cosa parla questo libro? Ed eccoci alle interviste: dichiarazioni, profusioni d'affetto, spiegazioni e interpretazioni, pareri di critici Interviste fatte ai parenti, agli amici, alle amanti di Caffa, nel tentativo di ricostruirne il carattere; in altre parole: ritrarre l'uomo. Ci si imbatte allora nelle parole del padre, il quale ci appare qui non severo e tiranno così come è ritratto nella "Lettera al padre" (1919) quanto bonario, innocuo, un uomo poderoso, schietto, concreto, volto al bene dei figli - e del suo commercio. Poi ci sono la maestra, l'amico Mel Brot (ricalcato sul vero Max Brod, amico fraterno di Kafka), e ancora un brano, quello che informa del funerale, che ricorda da vicino una prosa di Urzidil nel suo libro "Di qui passa Kafka".
Attraverso questi interventi, ciascuno un pezzo importante di puzzle, un frammento, si arriva alla figura completa, al ritratto. E ci si arriva in un modo tutto particolare, che è quello, come già si è detto, della raccolta di testimonianze - quasi si fosse a un vero "processo". Testimonianze delle più diverse, così come varia è la produzione di e su Kafka: lettere, diari, racconti, o ancora i saggi critici.
Peculiare è l'ironia, l'abilità sottile con cui Banda sceglie dalla mole del corpus delle opere quelle parti capitali, i passi o i personaggi e le situazioni clue, per poi trasformarli sotto la sua penna in un racconto divertito - divertente - maliziosetto perfino. E, per la prima volta, fare del racconto della biografia kafkiana un "caso" affatto comico. È vero anche che si tratta di un libro per "iniziati", in quanto risulterà tanto più godibile e divertente a chi bene conosce l'autore e quel che n'è stato scritto intorno, poiché non potrà reprimere il sorriso sulle labbra, leggendo quel che legge e avendo in mente la versione originale, se così si può dire, dei fatti. L'enigma infine consta proprio in questo: il dubbio su quale sia la versione cui dar credito per scoprire la verità sul caso Caffa. Sarà forse questa ennesima confessione quella vera? A chi legge il compito di deciderlo