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"Descrizione di una battaglia" è il racconto di una passeggiata notturna per le vie di Praga, verso il Monte S. Lorenzo. I due protagonisti si sono incontrati ad un ricevimento, e hanno deciso di uscire nella notte per camminare un po'. A questa decisione non è stata estranea l'intenzione da parte del narratore di interrompere, anche a causa del sopraggiungere di altri invitati, una conversazione personale ed imbarazzante in cui l'altro si stava addentrando nei particolari del rapporto con la sua ragazza.
La prima descrizione del paesaggio l'abbiamo appena usciti:
"Sopra la strada deserta, uniformemente illuminata, c'era una grande luna nel cielo leggermente nuvoloso e perciò più vasto. Sulla neve gelata bisognava camminare a piccoli passi" [p. 31]
E' il racconto che più esplicitamente fa riferimento a Praga, anche se la città e le sue atmosfere sono costantemente presenti in tutte le opere di Kafka. Così ci vengono mano a mano indicati i luoghi e i monumenti che incontrano sul loro cammino: Via Ferdinando (l'attuale Narodni), Via della Posta, la Moldava. Dal lungofiume vedono l'isola dei Tiratori, e l'orologio sulla Torre del Mulino, quando vi arrivano, segna mezzanotte e tre quarti.
Non si tratta nè di pure descrizioni nè di semplice narrazione topografica: la città partecipa alle azioni e alle emozioni dei personaggi -
"Ed egli deve invece rimanere sempre accanto a me, sempre: chi lo proteggerà, se non io? E' tanto stupido! In febbraio gli si dice: vieni sul Monte San Lorenzo, e lui viene. E se adesso cade, se prende un raffreddore, se uno, geloso, esce dalla Via della Posta e lo aggredisce? Che sarà di me in questo caso? Mi butteranno fuori dal mondo?" [p. 33].
Così le azioni dei personaggi, i più singolari per comportamento nell'universo kafkiano, prendono ancor più risalto dalla concretezza e realtà dello sfondo su cui si svolgono. I pensieri di morte del protagonista ad esempio - per altro irreali e fantasioni (il pensiero di poter venire pugnalato) - hanno per contrappeso concretissimi pensieri di fuga verso il Ponte Carlo.
"Barcollai e per essere sicuro dell'equilibrio dovetti guardare fisso il monumento di Carlo IV" [p. 38]:
pensa il protagonista mentre si dirigono verso la Kreuzherrenplatz (piazza dei Crociati), la piazza che precede il Ponte Carlo e dove si trova il suo monumento, dopo aver costeggiato la Moldava. Attraverso la Torre del Ponte arrivano sul ponte. Lì corrono e giocano tra le statue: il testo accenna alla quinta statua (la quinta a destra è quella dei Santi Cirillo e Metodio, la quinta a sinistra è quella di San Francesco Saverio) ma la loro attenzione viene attratta poi dalla statua di Santa Ludmilla, l'ottava a sinistra.
Qui si interrompe la prima
parte del racconto. La seconda, "Divertimenti,
ossia dimostrazione che è impossibile vivere",
è ambientata invece su una strada sassosa e in salita. Cambia lo sfondo,
che da urbano si fa paesaggistico, e che consente di misurare le emozioni in
rapporto al paesaggio e alla natura.
Lo sfondo cittadino riprende nel terzo paragrafo della seconda parte, il colloquio
con l'Orante, che è un uomo che per sentirsi vivo deve ricevere attenzione
dallo sguardo degli altri, pregando in chiesa ad alta voce e sbattendo il capo
per terra. Nel suo racconto compaiono la Torre del Municipio e la colonna della
Santa Vergine (la Mariensäule, successivamente abbattuta) sul Grande Altstädter
Ring (Piazza della Città Vecchia). Poi ancora il piccolo Ring, adiacente.
La presenza della città di Praga e la sua vita trapelano in ogni riga dell'opera di Kafka. Tuttavia i riferimenti espliciti sono per il resto pochi: l'ispirazione del "Castello" non sembra derivare dallo Hradcany di Praga (anche se non vi è certezza), mentre nel "Processo" abbiamo un'intera scena ambientata all'interno del Duomo di San vito, e la scena finale probabilmente nelle cave di pietra di Strahov, sopra la città.
E' interessante invece l'ambientazione del racconto "La condanna", in cui il protagonista alla fine prende la rincorsa e si getta nel fiume. Kafka scrisse questo racconto quando abitava nella Casa alla Nave, nella Niklasstraße (Parizka), vicino al fiume. Kafka chiamava quella strada la "rincorsa per suicidi" per la facilità di accesso al fiume. La correlazione con la morte scelta per il suo personaggio sembra evidente.
Franz Kafka, Tutti i racconti, Milano, Mondadori, trad. di Ervino Pocar
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