E' uno dei libri più
significativi e importanti dell'800 boemo. Le atmosfere di altri tempi che si
respirano in questo romanzo di Bozena Nemcová
sono quelle dell'idillio bucolico di stampo
romantico, a cui il libro attinge, ma a
cui si mescolano un senso del concreto e della materialità che lo accostano
al realismo. Ispirato alla figura della
nonna materna dell'autrice, di cui la protagonista conserva il nome, fu scritto
nel periodo più tragico della sua vita, e ciononostante è un libro
pervaso da una sorprendente armonia e serenità. Racconta la vita di una
famiglia con bambini in un villaggio di montagna in Boemia, a cui con grande
gioia dei piccoli si unisce la nonna.
Vi sono il villaggio, il bosco, un castello con la sua brava leggenda,
una principessa, un guardacaccia, un pastore, animali domestici e selvaggi...
La prosa è
estremamente limpida e sicura, resa ancor più convincente dal
senso di concretezza che si rivela nelle storie narrate, nelle descrizioni
di episodi di vita quotidiana, nelle attività cui i personaggi
si dedicano, e la perfezione della prosa suggerisce una vita condotta
in perfetta serenità e armonia.
L'episodio
di Kristla contenuto nel IX capitolo sembra aver ispirato Kafka
per la vicenda di Amalia ne "Il castello".