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Kafka: vita e opere -- la Praga di Kafka -- autori praghesi ed ebraici -- percorsi letterari

 

KAREL CAPEK

R.U.R.

L'AFFARE MAKROPULOS

Einaudi

trad. di Giuseppe Mariano

 

 

Nella tradizione praghese di storie grottesche e fantastiche, talora accomunate a magia ed esoterismo, s'inseriscono, pur con variazioni del tutto originali, i due drammi di Capek qui presenti: "R.U.R." (1920) e "L'affare Makropulos" (1922).

Il timore del progresso come possibile causa della massificazione dell'uomo - presente nell'Espressionismo - trova espressione soprattutto nel primo, R.U.R., che divenne universalmente famoso perché l'autore coniò per esso - e con ciò diffuse - il termine Robot. L'acronimo sta infatti per Rossum's Universal Robots, in cui Rossum è lo scienziato che ne fu inventore.
I robot di questo dramma sono in realtà del tutto simili, morfologicamente, agli esseri umani, tanto da poter venire reciprocamente confusi. Sono tuttavia privi di qualsiasi sentimento o emozione, compresa la paura della morte. Vengono creati seguendo una formula segreta per assemblaggio dei vari organi e di una materia informe di tipo protoplasmatico, e prodotti in serie.
L'uomo li ha inventati per affibbiare loro i lavori pesanti, per affrancarsi dalla fatica e garantirsi la felicità.

Diffusisi velocemente in tutto il mondo e addestrati sia per il lavoro fisico che per la guerra, essi hanno in pochi anni potuto constatare la loro superiorità - fisica - sull'uomo, ed hanno dato inizio ad una campagna di annientamento del genere umano, per il proprio affrancamento. Ma sarà anche la loro fine: poichè essi non si riproducono - possono solo venir prodotti in fabbrica - e poichè la loro vita è di soli 20 anni, morto chi custodiva il segreto della loro creazione (e distrutta la relativa formula) per loro non c'è futuro.

La morale della storia è il fatto che l'istinto di sopraffazione si è manifestato quando qualcuno, modificando la formula, ha cercato di 'umanizzarli', di dar loro delle emozioni.

Reminiscenze golemiche (il mostro creato dall'uomo che si rivolta contro di lui) e somiglianze illustri (il mondo di George Orwell) sono qui rintracciabili.

 

Ancora di manipolazione dell'uomo attraverso formule magiche si tratta ne "L'affare Makropulos", che, richiamandosi esplicitamente alla Praga esoterica di Rodolfo II - l'imperatore che si circondò di maghi e alchimisti alla ricerca dell'elisir di lunga vita e da cui derivò a Praga l'appellativo di 'magica' - narra di una donna che, per avere assunto una pozione magica, è ancora viva da allora, e si è incarnata nel corso del tempo in personaggi diversi. Il tutto presentato con la suspense del mistero e del giallo, svolto a ritroso, così che spetta ai personaggi di oggi comprendere gli strani nessi della sua vita.

 

 

 

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