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Kafka: vita e opere -- la Praga di Kafka - autori praghesi ed ebraici-- percorsi letterari

 

 

L'AMBIENTE EBRAICO


caffè letterari - circoli culturali - riviste

La questione ebraica ai tempi di Kafka si può sintetizzare in questa parole: assimilazione, sionismo, ortodossia. Con assimilazione s'intende il processo di adattamento alla società in cui gli ebrei vivevano, avvenuto in tempi diversi in ciascun paese, col corrispondente abbandono delle tradizioni e della cultura originaria, e quindi la progressiva perdita dell'identità ebraica; nell'800 questo processo, iniziato in genere in epoca medievale, era giunto a compimento, ed i movimenti ebraici di recupero della tradizione partivano da un fondo di secolarizzazione e occidentalizzazione.
Tanto il movimento sionista, quanto il tentativo di recuperare l'ortodossia partivano da questo presupposto.

Per quanto riguarda la Praga di Kafka, le testimonianze in proposito parlano di un'assimilazione priva di conflitti con le altre etnie (ceca e tedesca), e sottolineano anzi la tendenza all'identificazione tra ebraismo e germanesimo.

 

Secondo Giuliano Baioni

 

"la Praga ebraica conosciuta dallo scrittore era in qualche modo una sorta di idillio ebraico-tedesco che non conosceva minimamente le tensioni della capitale austriaca, culla dell'antisemitismo più virulento. Lo conferma per esempio Franz Werfel [...] in un saggio del 1920 destinato in origine alla rivista di Martin Buber" [1].

Ciò viene confermato da Max Brod, secondo cui ai tempi di Kafka non vi era a Praga nè separatezza nè ostilità tra i diversi gruppi etnici. Sembra anzi che la loro compresenza in città funzionasse come stimolo e linfa per la cultura cittadina [2].

 

 

Il Sionismo era il movimento che si riprometteva di restituire agli ebrei un'unità politica e nazionale. Fondato da Theodor Herzl, con la rivisitazione di tipo culturale (ricerca dell'identità ebraica) fattane da Martin Buber, esso ebbe a Praga il suo centro principale, ed alcuni dei suoi massimi rappresentanti. Tra questi Hugo Bergmann, Max Brod e Felix Weltsch. Ne era organo la rivista Selbstwehr. Alla ricerca delle proprie origini, Buber indagò questioni di tipo artistico-estetiche e si dedicò allo studio del chassidismo e delle sue leggende.

Nonostante la sua antica tradizione ebraica in epoca medievale e la presenza storica di importanti rabbini e personalità giudaiche, alla fine dell'800 a Praga l'ebraismo ortodosso aveva in realtà ben pochi, anche se ferventi, rappresentanti, riuniti in circoli e gruppi circoscritti.
L'ortodossia mal si conciliava con la vita moderna, perchè imponeva abitudini, abbigliamento, alimentazione del tutto particolari. Se questo valeva per gli ebrei orientali, a Praga nessuno esibiva esteriormente la propria appartenenza ebraica.

 

 

La maggior parte degli ebrei praghesi era piuttosto tiepida sul piano religioso, e chi voleva riaccostarsi all'ebraismo originario doveva dedicarsi a studi e ricerche apposite. Venivano praticati lo studio dell'ebraismo, del Talmud, di riti e tradizioni, soprattutto la ricerca di antiche leggende - dato che esse condensavano la saggezza mistica e popolare.
In particolare si tentava un approccio conoscitivo al chassidismo, sia perchè questo sopravviveva nelle regioni più orientali d'Europa, sia perchè si era diffuso come corrente "popolare" della mistica ebraica, più vicina alla gente comune e di più facile comprensione.

Il talmudismo dotto di tipo rabbinico era invece lasciato, appunto, ai rabbini, in quanto di tipo accademico e inaccessibile ai più.

 

Queste considerazioni comportano un'importante conseguenza sul piano teorico, che va tenuta sempre presente: gli intellettuali, gli artisti e gli scrittori "ebrei", così come si presentano a noi, non sono ebrei delle origini, ma, per quanto approfonditi nella cultura ebraica, pur sempre ebrei assimilati e con basi culturali di tipo razionalistico e occidentale.

 


[1] Giuliano Baioni, Kafka: letteratura ed ebraismo, Torino, 1984, Einaudi, p. 9.

[2] Max Brod, Il Circolo di Praga, ed. e/o

 

Vedi anche:

Johannes Urzidil, Di qui passa Kafka

 

 

 

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