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"Dove - nelle lettere e nei diari di Franz - parla l'angoscia, si tratta di un'angoscia motivata: l'angoscia di un uomo gravemente malato, che già nei suoi giovani anni sa che non può guarire, che è perduto..." [2] .
"... il peculiare simbolismo di Kafka agisce su tre livelli ed è dunque assai spesso suscettibile di tre interpretazioni: a) l'interpretazione individualistica, rivolta all'io sofferente del narratore; b) l'interpretazione rivolta al popolo sofferente per eccellenza: il popolo ebreo della diaspora [...]; e c) l'interpretazione universalistica, rivolta la destino del genere umano, che soffre per la propria colpa" [3].
[1] Max Brod, il Circolo
di Praga, Roma, 1983, ed. e/o, trad. di Luigi Ferrara degli Uberti, p.
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