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Max Brod nella sua biografia di Kafka [1] fa considerazioni interessanti, e particolarmente significative - dette da lui. Innanzi tutto riferisce che la Lettera fu scritta mentre lui e Kafka erano insieme a Schelesen presso Liboch, poi ammette l'ambiguità e la difficoltà di interpretare questo testo, considerandolo senz'altro un documento in cui Kafka traccia un suo ritratto autobiografico. Dice:
"... è uno dei più curiosi e, nonostante la semplicità della lingua, più difficili documenti sul conflitto di un'esistenza. Non sarà facile sviscerare questo scritto" (ivi 14)
Considera una possibile interpretazione psicanalitica, ma dice anche:
"... in certi passi è ovvio trovarvi una concordanza con le tesi della psicanalisi, ma questa riguarda piuttosto la superficie dei fatti che il loro profondo concatenamento" (ivi 15)
Cosa veramente la lettera significhi resta oscuro, ma tutto suggerisce e giustifica un atteggiamento prudente nel considerarla e interpretarla.
[1] Kafka, Milano, Mondadori, 1995, trad. di Ervino Pocar
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