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A metà strada tra il racconto e la fiaba a quest'ultima assomiglia "Jarmila. Una storia d'amore boema" di Ernst Weiss per la dimensione dell'inverosimile in cui è immersa, per il tema eterno dell'amore impossibile e del matrimonio infelice, per lo scambio di ruoli tra i personaggi e infine per il tragico epilogo. Jarmila è in tal senso un personaggio tipico di Weiss, che spesso ritrae persone perdenti o sopraffatte dagli eventi della vita.
Fu scritta in tedesco da
un autore boemo di lingua tedesca - amico di Kafka e partecipe della vita culturale
di Praga (e di Vienna) - altro quindi dalla tradizione favolistica ottocentesca
della letteratura ceca.
Era andata smarrita nel turbine di eventi che avevano travolto la vita dell'autore
(la morte per suicidio avvenuta a Parigi, dove risiedeva, nel 1940, di fronte
all'invasione delle truppe naziste), e venne pubblicata solo nel 1998.
La storia dell'orologiaio boemo che s'invaghisce della bella Jarmila, giovane ma già sposa di un vecchio e ricco contadino, che s'incontra con lei, che ne ha un figlio che non verrà mai riconosciuto come suo, che non riuscirà a convincerla a seguirlo, e che in un impeto improvviso darà fuoco senza motivo e senza scopo al fienile, atto con cui distruggerà solo se stesso e la propria vita, è la storia di un destino di un'ineluttabile crudezza, di un tragico quanto fatale 'scherzo della vita', e ha il sapore delle storie del passato. L'avvertiamo quasi sospesa tra realtà e irrealtà, e certamente lontana da considerazioni e problematiche attuali, eppure incantevole per la sua dimensione sovratemporale e candidamente ingenua.
Bibliografia
Margherita Versari,
Etica e razionalità scientifica in Ernst Weiß,
in: Praga mito e letteratura,
Shakespeare and Company
a
Margherita Versari,
Ernst Weiß - Individualität zwischen Vernunft
und Irrationalismus, 1984
a
Ulrike Längle, Ernst Weiß, Vatermythos und Zeitkritik.
Die Exilromane am Beispiel des 'Armen Verschenders'
Innsbruch, 1981
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