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scritturaimmanente.it
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Ernst
Weiß è stato maestro
nel raccontare, con tocco impercettibile e con mano quasi femminile, le emozioni
dei personaggi riuscendo a creare intorno a loro un ambiente in sintonia con
i loro stati d'animo. L'avvicendarsi
dei silenzi e delle azioni, il ripetersi dei gesti sottolineano l'interiorità,
e creano la rarefazione in cui questa si esalta. Basterebbe
una sola scena di questo libro ad illustrarne la letterarietà: Franziska,
la protagonista, e il suo amato, Erwin, siedono in un ristorante nel
centro di Praga,
città nella quale cercano conferma al loro amore e al reciproco
attaccamento. La finestra, coperta da una tenda, guarda sull'orologio
del Municipio nella Città
Vecchia, e il confronto tra l'interno e l'esterno, cui veniamo
guidati dai loro stessi gesti, sottolinea la loro solitudine interiore,
il corso dei loro pensieri e dei loro dubbi, accentua i loro silenzi.
Quest'atmosfera
rarefatta è interrotta solo dal suono di una campana e dal sopraggiungere
del cameriere. La tenda della finestra viene più volte scostata e riaccostata,
ed Erwin la apre per scuotersi dal silenzio che è piombato tra di loro.
Agli scorci della città che s'intravedono attraverso la finestra si
alternano solo le fantasticherie di Franziska. Si crea un'atmosfera sospesa,
una cristallizzazione del tempo di cui anche gli oggetti sono partecipi:
"In una caraffa luccicava la porpora del vino di Melnik. La goccia che restava in fondo al bicchiere, come un petalo incollato, aveva un riflesso rosa pallido".
L'abilità
di Weiß non si limita ad esempi di questo tipo: egli sa riconoscere
e raccontare l'alternarsi dell'amore e della paura,
il timore della solitudine e dell'abbandono, la lacerazione del dubbio, l'incerto
andarivieni delle emozioni.
La narrazione ha come poli estremi l'amore
e la morte, tematiche tipiche di questo
autore: una morte - quella della madre di Franziska - apre il romanzo, un'altra
morte lo chiude. Ad entrambe ha assistito Franziska, a sottolineare la sua
centralità nell'economia del romanzo.
Anche i due personaggi principali vivono tra due poli, difficili da conciliare:
Franziska esprime il dilemma tipicamente femminile dell'esclusività
dell'amore, con cui mal si concilia un'altrettanto totale dedizione alla musica
e alla carriera concertistica; Erwin è invece lacerato tra due donne,
Franziska e Hedy e a quest'ultima si sente particolarmente attaccato nonostante
(o grazie?) la sua superficialità e vacuità.
La psicologia
di Weiß è sottile, e non solo nel descrivere i sentimenti. In
Franziska trovano espressione l'eterno contrasto
tra l'arte e la vita, coi suoi dubbi, i dissidi interiori, la speranza
e la disperazione, il timore della prova, lo scarto tra la sublimità
del mondo interiore e il frequente grigiore della vita quotidiana, che ella
ha tentato di esorcizzare isolandosi e vivendo e suonando solo per se stessa,
ma anche la freddezza e durezza necessarie a raggiungere il successo.
Gli interrogativi sull'arte la fanno talora apparire a Franziska solo un modo
per strappare qualche attimo di sublimità e perfezione alla solitudine
e al vuoto, impressione che viene però subito smentita dai fatti: ella
suona in un modo talmente sublime e coinvolgente da esprimere intimità
e passione, interiorità e mistero.
Di Erwin si sottolineano la confusione emozionale, l'incertezza nel distinguere
tra amore e gioco, serietà e levità, la ricerca di un amore
impossibile.
Nel libro anche la malattia, fisica (la malaria contratta da Erwin durante un viaggio in Sud America), e psichica (il desiderio di morte e il suicidio di Hedy) giocano un ruolo importante, perché saranno determinanti nel decidere il destino dei tre personaggi.
L'azione si
svolge tra Praga e
Berlino (due città in cui l'autore
ha vissuto), con netta prevalenza della prima. Di Praga, teatro inconsapevole
ma partecipe delle peripezie dei protagonisti, vengono descritti monumenti
noti e angoli oscuri, scorci significativi ma anche zone misere e tetre, quando
si vogliono accentuare le emozioni negative.
Come in Kafka quindi anche qui la città partecipa alle emozioni
delle persone, trovando posto anche nei loro sogni:
"Arco dopo arco correva il ponte antico. I santi, lucidi per esser stati troppo baciati, si seguivano su due file a perdita d'occhio. E Franziska camminava fra di loro, tenendo a destra la mano fredda del padre morto, e a sinistra la mano abbronzata e calda di Erwin" [p. 143].
Un libro quindi pieno di emozioni e di mistero, perfetto nella forma, sfumato e lieve, un vero piccolo capolavoro ...
In "Franziska" la città di Praga vive insieme ai personaggi. Come Kafka anche Weiß sa farne un ambiente vivo ed 'emozionale', raccontandocela con vera maestria descrittiva in un'infinità di descrizioni:
"Pioveva ancora quando, alla sera, Franziska uscì. Ma a poco a poco la pioggia si perdette nel crepuscolo nascente; solo fluttuava ancora nelle strade un'umidità greve, soffocando ogni rumore, rendendo morbida e dolce ogni luce, col suo adagiarsi sulla città, sul fiume, sugli uomini. Altissimo parve a Franziska il portico gotico del ponte Carlo IV, quando penetrò sotto gli archi slanciati, grigio argentei. La ruota del mulino rumoreggiava. Sul Francens-Quai, vicino al teatro nazionale boemo, le lampade spandevano una luce bianca. In lontananza scintillava magicamente la cupola di San Nicola in rame verde, come tappezzata di seta. Sull'altra riva una scalinata bianca, dalle potenti balaustre marmoree, saliva al Landhaus di Boemia e ai palazzi di Hradschin, imponente e grandiosa, come l'ingresso di un castello reale" [p. 144, 145].
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Bibliografia
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Marino Freschi, Ernst Weiss:la memoria d'Europa introduzione a 'L'aristocratico', ed. e/o, 1985 a Margherita
Versari,
Etica e razionalità scientifica in Ernst Weiß, in: Praga mito e letteratura, Shakespeare and Company a Margherita
Versari,
Ernst Weiß - Individualität zwischen Vernunft und Irrationalismus, 1984 + Ulrike
Längle, Ernst Weiß, Vatermythos und Zeitkritik. Die
Exilromane am Beispiel des 'Armen Verschenders'
Innsbruch, 1981
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Nel
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