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scritturaimmanente.it
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Ernst
Weiß, che fu amico di Kafka, potrebbe aver avuto con lui un
'rapporto letterario' più importante di quanto comunemente si ritenga,
e la lettura di questo libro sembrerebbe confermarlo. Non per il tipo di scrittura,
a differenza di quella di Kafka abbastanza tradizionale, nè per i fatti
narrati, essendo "L'aristocratico"
una sorta di romanzo di formazione nell'ambiente dell'aristocrazia decaduta,
ma per i temi che inframmmezzano la trama e che, con procedura simile in Weiß
e in Kafka seppur con mezzi stilistici completamente diversi, sembrano insinuare
una tematica che distoglie dalle vicende narrate.
Vi si trovano infatti ricorrenti presenze di temi come la morte,
il rapporto col padre, la malattia
di un amico, accanto ad elementi verosimilmente dotati di valore
simbolico (descrizioni naturalistiche, il fuoco, i cavalli).
La trama invece va oltre questi particolari: gli anni di studio di Boëtius von Orlamünde - un giovane rampollo di antica aristocrazia decaduta - nel collegio di Onderkuhle secondo antichi principi e tradizioni portano i segni di un irrevocabile svolta dei tempi e le tracce dell'avvento di un'epoca nuova, di cui è lui stesso rappresentante nella sua ansia di autonomia e libertà, che si realizzeranno emblematicamente nel lavoro da operaio che sceglierà di svolgere, rifiutando un comodo vitalizio familiare.
Tema centrale, in realtà più alluso che svolto, è, in sintonia con la letteratura a lui contemporanea (il tema è presente anche in Kafka e in Werfel) il sofferto rapporto col padre (che qui s'intreccia col senso della morte) - nostalgia di un'assenza che si ricompone solo poco prima della sua fine. Per tutto il libro si rincorrono sentore e timore di morte alternati a simboli di vitalità, mentre il fuoco spesso descritto è segno di distruzione e rinascita (l'incendio finale della scuola, che darà inizio alla nuova vita del protagonista).
Senso di vita viene restituito anche dalle frequenti e sottilmente rese descrizioni naturalistiche in cui larga parte hanno le sottolineature cromatiche, e dai cavalli, la passione del giovane, che vengono descritti per pagine e pagine. Analogamente Kafka ha riempito i suoi scritti di allusioni (e rappresentazioni) di morte e vitalità, rappresentata quest'ultima anche attraverso il cavallo, come in "Desiderio di diventare un indiano", "Riflessioni per un cavaliere", "Il nuovo avvocato".
Bibliografia
Marino Freschi, Ernst Weiss:la memoria d'Europa
introduzione a 'L'aristocratico', ed. e/o, 1985Margherita Versari,
Etica e razionalità scientifica in Ernst Weiß,
in: Praga mito e letteratura,
Shakespeare and CompanyMargherita Versari,
Ernst Weiß - Individualität zwischen Vernunft
und Irrationalismus, 1984Ulrike Längle, Ernst Weiß, Vatermythos und Zeitkritik.
Die Exilromane am Beispiel des 'Armen Verschenders'
Innsbruch, 1981 Nel sito
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