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scritturaimmanente.it
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| la natura |
"Davanti a me voglio vedere soltanto il suolo del bosco, terroso, color cioccolata, profumato di pini e ginestre, srotolarsi sotto gli zoccoli neri, lucidati a specchio, del cavallino. Ecco la salita che porta al piccolo lago. Qui ci sono faggi, querce. Nel mezzo, sotto il fogliame chiaro e un po' lanuginoso si affaccia il verde metallico e solenne delle conifere, sotto cui occhieggiano, come frutti di uno splendore quasi accecante, le nuove gemme dei rami" (p. 23)
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| cavalli |
"Chi non farebbe a cambio con lui? Non essere più Boëtius von Orlamünde, ma un animale di tre anni, forte, perfettamente sano e bello, che nulla sa della Morte e che si abbandona tutto alla vita. Amo molto gli animali, ma una parte di questo mio amore è invidia" (p.28)
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| il fuoco |
"Ora le fiamme, diminuita la corrente d'aria, sono un po' meno splendenti, sono diventate verde-azzurro, nuvolette con i colori delle pietre preziose, più un vapore denso che un metallo rovente" (p. 35)
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| plasticità |
"Al profumo degli alberi si unisce l'odore del grasso della carrozza che goccia abbondante dal mozzo della ruota tanto da sporcare i ciuffi di vegetazione che, vicinissimi al sentiero, sono sfiorati dalla carrozza: sorbi, romici, felci, ginestre e le alte lappole grigioverdi che si innalzano gigantesche dal terreno umido" (p.23) |
© 2003-2004 Elisabetta Bertozzi - tutti i diritti riservati