Milena Jesenská,
nota per la relazione e l'epistolario con Kafka
non meno che per l'infelice matrimonio con Ernst Pollak,
ha brillato in realtà anche di luce propria. Nata a Praga nel 1896, era
figlia di uno degli uomini più facoltosi della città, medico e
docente universitario. Ebbe un'educazione progressista, e si distinse per i
suoi atteggiamenti anticonformistici. Frequentava gli ambienti letterari e il
Caffè Arco, cosa allora inconsueta
per una donna.
Si sposò due
volte. Il primo matrimonio con Ernst Pollak si rivelò subito infelice:
con lui si trasferì a Vienna dove visse anni molto difficili anche sotto
l'aspetto economico, adattandosi ai lavori più umili. Il padre infatti
aveva osteggiato quel matrimonio e si disinteressava a lei, mentre dal marito
subiva frequenti tradimenti. Lì tuttavia iniziò la sua carriera
giornalistica, durante la quale Milena collaborò con diversi giornali
e riviste (da Vienna inviava i suoi articoli alla Tribuna
di Praga, poi a partire dal 1923 al Národní
Listy), ed iniziò a tradurre in ceco le opere di Kafka, occasione
da cui nacquero la loro corrispondenza ed il loro primo incontro.
Alla separazione dal
marito fece seguito il ritorno di Milena a Praga, dove continuò la collaborazione
col Národní Listy. Si sposò per la seconda volta con l'architetto
e intellettuale Jaromir Krejcár, da cui
ebbe una figlia. La difficile gravidanza le causò gravi problemi di salute
da cui non si riebbe più del tutto, e che furono la causa della fine
del suo matrimonio e del suo lavoro al giornale.
Fu allora che entrò
nel Partito Comunista, scrivendo per i suoi giornali - ma prendendone presto
le distanze. Nel 1937 iniziò la collaborazione col Pritomnost
(Il presente), giornale
di tendenze liberali. Il 15 marzo 1939 le truppe tedesche entravano a Praga.
Milena, rifiutatasi di lasciare il paese, iniziò a scrivere per i giornali
della resistenza e a prestare la sua opera di assistenza a ebrei e fuggitivi.
Per questo venne internata nel campo di rieducazione di Ravensbrück (più
tardi campo di sterminio) dove morì per un'infezione renale nel 1944.
La figlia divenne nota
come poetessa col nome di Jana Cerna.
Una parte degli articoli
di Milena sono stati pubblicati nella raccolta dal titolo "Tutto
è vita", Guanda 1986.