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"E' un'opera notevole, originale, un vanto per la letteratura ceca, e nello stesso tempo un documento autenticissimo di storia ebraica".
Con queste parole prese dall'introduzione di Frantisek Langer, scrittore e fratello dell'autore, possiamo presentare la presente raccolta di novelle e leggende ebraiche. Esse traggono origine dagli studi di ebraismo di Jirí Langer, che lo portarono nel 1913 a recarsi personalmente in Galizia per condividere la vita delle poverissime comunità ebraiche dell'Est Europa, che vivevano secondo regole e ritmi antichissimi, nell'esaltazione della saggezza, dell'interiorità e della gioia di vivere, e nel completo disprezzo per ogni progresso materiale, che si manifestava anche con un'alimentazione frugale e col disprezzo per qualsiasi principio di igiene.
Completamente affascinato da quel mondo al suo ritorno a Praga Jirí Langer ebbe la pretesa di trasferire nella città moderna e secolarizzata quelle stesse abitudini e tradizioni, lasciandosi crescere una lunghissima barba e vestendo nella loro stessa foggia, creando così non poco imbarazzo alla sua famiglia. Ma ebbe anche il merito di raccontare quanto visto, udito e appreso: tra i suoi più attenti uditori vi fu Franz Kafka, che compiva con lui lunghe passeggiate per la città.
Questo libro è il
frutto di quelle esperienze, ed è una delle più toccanti testimonianze
della semplicità del mondo del chassidismo
ebraico, tanto più significativa perchè descrive un mondo che
venne, di lì a poco, definitivamente cancellato dal suolo europeo, prima
dalle vicende della prima guerra mondiale, poi dalla barbarie nazista.
Le "nove porte" sono le porte
del cielo, e delineano la struttura del libro.
Balza agli occhi l'analogia col racconto kafkiano "Davanti alla legge".
© 2003-2004 Elisabetta Bertozzi - tutti i diritti riservati