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Tre piani s'intersecano nella struttura del romanzo di Luise Rinser, ma l'abilità con cui è condotta la narrazione fa sì che questo avvenga in modo del tutto impercettibile. Non si avverte alcuna forzatura nel testo, e il passaggio tra l'ambientazione storica e la vicenda personale dei protagonisti si realizza come naturale conseguenza l'una dell'altra. La storia di Abelardo ed Eloisa è famosa, essendo stata oggetto di molta produzione letteraria e teatrale. L'esistenza delle lettere da lei scritte e di un testo autobiografico di Abelardo (la "Historia calamitatum mearum") ne hanno consentito la rilettura e la ricostruzione, mettendo in evidenza l'eccezionalità di questi due personaggi per cultura e temperamento, nonchè per la modernità con cui hanno vissuto la loro relazione.
Ciò rende impercettibile lo scarto temporale tra l'epoca in cui si svolge la vicenda e l'oggi, in cui questa può tranquillamente venire trasposta, e il romanzo della Rinser da storico-amoroso diventa un romanzo psicologico quanto mai attuale. L'espediente narrativo di affidare il racconto al figlio della coppia, Astrolabio, abbandonato in nome, forse, dell'assolutezza del loro amore, consente la distanza e la riflessione, comunicando un possibile punto di vista insieme alle considerazioni della scrittrice.
La natura dell'amore e della passione, la contrapposizione o compenetrazione tra amore fisico e amore spirituale, la compresenza di egoismo gelosia e desiderio di libertà, la contrapposizione tra sentimento e regole sociali a favore del primo, la subordinazione tutta femminile al sentimento ne fanno un tema quanto mai attuale. Eloisa intellettuale e sufficientemente 'emancipata' da poter fare a meno del matrimonio, di cui il figlio sospetta il rifiuto della banale quotidianità della famiglia, potrebbe essere un' 'eroina' dei nostri tempi. Ma il testo non si ferma qui. Vi è l'ambientazione storica, la posizione di primo piano di Abelardo nella discussione filosofica e teologica dell'epoca, la sua affermazione del primato della ragione in materia di fede, che gli costò l'accusa di eresia, gli intrighi e le alleanze che dominavano la vita sociale.
Tutto ciò non snatura la valenza narrativa del testo. La scrittrice è troppo abile e avveduta per cadere nell'errore di farne un romanzo con un insegnamento o una morale, o di porre in primo piano se stessa e le proprie riflessioni, per quanto visibili sotto la superficie: la percezione di due personaggi assolutamente fuori del comune e tanto fortemente caratterizzati è quello che resta dalla lettura, insieme alla consapevolezza di un romanzo molto ben costruito e ben scritto.
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