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Kafka: vita e opere-- la Praga di Kafka -- autori praghesi ed ebraici -- percorsi letterari

 

SVEN REGENER

IL SIGNOR LEHMANN

Feltrinelli, 2003

trad. di Margherita Belardetti e Elena Sinisi


Frank Lehmann, originario di Brema, vive da nove anni a Berlino dove lavora in una birreria di Kreuzberg (il famoso quartiere 'alternativo'). Gli piace vivere così, gli piace lavorare la notte e tornare a casa per le strade deserte, gli piacciono gli amici che lavorano con lui, soprattutto gli piace quel tipo di vita senza responsabilità e legami. Karl, che lavora in un locale simile ma che coltiva anche ambizioni d'artista (è uno scultore in attesa del 'suo momento'), è il suo migliore amico.

Eppure Frank non ha raccontato ai genitori cosa fa per vivere, ha fatto loro credere di essere il gestore di un ristorante, di avere cioè un lavoro più qualificato e stabile di quello che ha, e quando questi arrivano a Berlino per un breve soggiorno deve organizzare una piccola messinscena per far credere di dirigere il locale in cui lavora Karl. La scena al ristorante è davvero unica, con Frank che fa di tutto per convincere la madre a ordinare arrosto di maiale (praticamente l'unico piatto del locale), la madre che vorrebbe qualcos'altro perchè l'arrosto di maiale lo sa fare anche lei, la discussione sulla crosta dell'arrosto, il vino speciale dell'85 che quando arriva in tavola ha un'altra data...

La bugia raccontata ai genitori non è la sola nota stonata della situazione, perchè una notte, tornando a casa nella più assoluta solitudine, Frank si è trovato a dover fronteggiare un cane che mostrava intenti ostili nei suoi confronti. Se ne è salvato facendolo ubriacare, ma ha rischiato una denuncia per maltrattamento di animali da parte di due poliziotti arrivati quando ormai non serviva più alcun aiuto. E' il pezzo con cui ha inizio il libro, un vero pezzo di bravura dell'autore.

Ancor più comprendiamo che qualcosa 'stride' nella sua vita quando l'autore ci fa sapere che Frank, ormai prossimo a compiere 30 anni, viene ora con un fondo di ironia chiamato dagli amici "signor Lehmann".

 

A questi piccoli inquietanti episodi si alterna una simpatica routine, le uscite con gli amici, le notti trascorse tra una birreria e l'altra, le discussioni pseudofilosofiche, una relazione di breve durata, le schermaglie verbali che Frank intavola quasi con tutti. E' uno spaccato della vita di Berlino degli anno '80, o meglio di un particolare ambiente della città. Non vi troviamo infatti la Berlino scintillante e festaiola, nè quella dei famosi eventi culturali, o quella alternativa a tutti i costi. Il mondo in cui si svolge la vita di Frank Lehmann è quello che resta 'dietro le quinte', riparato e appartato rispetto al gran movimento della città. Un piccolo mondo non inserito e non integrato, un volontario ritiro al 'margine', privo di impegni e responsabilità, senza ambizioni ma appagante per quel poco o tanto di trasgressivo che presenta. Un interessante romanzo d'ambiente, anche se non di portata storica, riferito ad una generazione che ha popolato le città della Germania - non solo Berlino - potendo approfittare delle possibilità che la società tedesca metteva a disposizione.

 

L'ambientazione urbana non ne fa di per sè un romanzo 'metropolitano': manca di tale scrittura il senso di intimorita estraneità nei confronti della città, che qui viene anzi vissuta con un senso di familiarità e dimestichezza che consente anche l'ironia. Ironia che è quasi una presa di posizione intellettuale, quella di chi non è coinvolto e non vuole esserlo, di chi vede le contraddizioni della vita quotidiana e riesce a 'tenerne le distanze'. E' una sorta di "fuga dall'interno", possibile a Berlino e non solo, di cui una generazione si è nutrita appropriandosi di spazi particolari, talora impropri, della città, e godendo di una libertà pressochè illimitata.

 

Eppure percepiamo fin dall'inizio che qualcosa sta per cambiare: i 30 anni di Frank - la sua maturità - cadono il 9 novembre 1989. Siamo a Berlino, e tutti sappiamo cosa è avvenuto in quel giorno, storico per la città. Lì il romanzo si conclude, non senza averci fatto vedere i primi gruppi di tedeschi orientali arrivati all'ovest: ciò che all'autore interessava era documentare il passato, forse impossibile da ripetersi, non ipotecare un domani probabilmente ancora indeterminato.

La storia di Frank, parallela a quella della Berlino che sta per rinascere, è una narrazione divertente e allegra, ironica e spassosa, piena di una invidiabile consapevole spensieratezza e condotta con una notevole abilità espressiva.

 

Curiosi e interessanti i nomi delle birrerie presenti nel libro

il "Colpo di genio", il "Colpo di Spugna", il "Vecchio Mercato", il "Sabbie mobili", "la Bolla", "l'Orbita", l' "Elefante", l' "Arpa rossa", il "Saliscendi".

 

 

 

Nel Sito "Berlino, un viaggio letterario"
Uno sguardo su Berlino: testimonianze illustri della vita e della storia della città raccolte e curate da Flavia Arzeni

 

 

 

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