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Kafka: vita e opere - -la Praga di Kafka -- autori praghesi ed ebraici -- percorsi letterari

 

IL GOLEM


argomenti correlati: leggende praghesi - fiabe boeme - il Golem di Meyrink

 

Il Golem e la sua leggenda hanno origini molto più antiche di quanto si possa immaginare.
Il termine fa la sua prima apparizione nella Bibbia (antico Testamento, Salmo 139, 16) per indicare una massa ancora priva di forma, ed è presente nei libri fondamentali della mistica ebraica, lo Zohar (Il libro dello splendore) del XIII secolo, e il Sefer Jezira (Il libro della creazione).

 

Apriamo qui una parentesi per ricordare che secondo la Kabbala (volgarizzazione della mistica ebraica) la creazione del mondo è avvenuta per un processo di emanazione di ogni cosa dal nome divino.

Il principio fondamentale di tale concezione mistica considera ogni elemento del creato come derivato dalla composizione e scomposizione dei numeri e delle lettere dell'alfabeto ebraico, in particolare di quelle che compongono il nome di Dio.

 

Così scrive Gershom Scholem:

"Dio ha creato tutte le cose per mezzo delle trentadue 'meravigliose vie della sophia'. Queste vie sono costituite dai dieci numeri originari, qui chiamati sefirot, che sono le potenze fondamentali dell'ordine della creazione, e dalle ventidue lettere, cioè dalle consonanti, che sono gli elementi di base di tutto il creato"

Gershom Scholem, Il Nome di Dio e le teoria cabbalistica del linguaggio, Adelphi, Milano, 1998, trad. di Adriano Fabris, p. 30

 

 

La parola è quindi considerata come elemento di base e principio creativo dell'universo.
Questo si ricollega direttamente al Golem: esso prende vita dal nome di Dio o da altre lettere (con valore e significato particolare) che gli vengono o scritte in fronte o, scritte su un foglio, infilate in bocca; col procedimento inverso è possibile invece farlo 'morire', togliergli vita e movimento.

 

Sulla base di questi precedenti della tradizione sono sorte nel corso dei secoli diverse leggende, talvolta versioni diverse della stessa leggenda. Nelle sue diverse interpretazioni il Golem è stato ora un fedele servitore domestico e difensore del suo padrone, ora un difensore degli ebrei dalle persecuzioni, per arrivare alle sue derivazioni più moderne: l'automa robotico, o il mostro alla Frankenstein.

 

 

>> Nel XIII secolo esisteva una tradizione che si richiamava al IV secolo A.C. secondo cui il Golem, che aveva scritto in fronte il nome di Dio, prendeva vita aggiungendo ad esso la parola "verità", cosicchè ne risultava la frase "Dio è verità". Cancellando dalla frase una delle lettere, la aleph, la parola che restava significava "morto" (e la frase diventava "Dio è morto"), e il Golem diventava inerte. >> Nella Polonia del '600 la leggenda, documentata in una lettera datata 1674, raccontava di un Golem che crebbe a dismisura, diventando una minaccia ingovernabile per il suo padrone. Allora questi, il Rabbi Elija Ba'al Schem di Chelm, pretese che il Golem gli togliesse le scarpe, e nel mentre gli cancellò dalla fronte l'aleph. Il Golem 'morì' e ricadde su se stesso, travolgendo però il Rabbi con la sua massa informe.
>> La leggenda più nota è quella ambientata nel ghetto di Praga che attribuisce la creazione del Golem al Rabbi Jehuda Löw ben Bezalel, ai tempi dell'Imperatore Rodolfo II, cioè alla fine del '500 - inizi del '600.
Si tratta in realtà della saga polacca del Rabbi Elija Ba'al Schem di Chelm, che a posteriori, cioè nel '700, venne attribuita al rabbino di Praga: in questa versione il Golem era un protettore del popolo ebraico dalle persecuzioni.
Il motivo dell'attribuzione a posteriori della creazione del Golem al rabbi nella Praga di Rodolfo II fu probabilmente la diffusa atmosfera di celebrazione e mitizzazione della figura dell'Imperatore (e del Rabbi Löw stesso) durante il '700: cultore di scienze occulte e protettore degli ebrei egli aveva condotto nei loro confronti una politica illuminata dando inizio ad un periodo di espansione e fioritura delle loro attività.
>> Un articolo di Jakob Grimm scritto nel 1808 ("Entstehung der Verlagspoesie") e pubblicato nella rivista ufficiale del Romanticismo di Heidelberg, lo "Zeitung für Einsiedler" di Achim von Arnim, riprese e rese famosa la leggenda del Golem (nella versione polacca), e da allora essa entrò nella tradizione popolare. L'articolo di Grimm le diede un canone di ufficialità evidentemente non giustificata dai fatti, essendo la leggenda pre-esistente, ma a lui va senz'altro riconosciuto il merito della sua diffusione popolare. >> Gershom Scholem nell'ultimo capitolo di "La Kabbalah e il suo simbolismo" fa un excursus di queste leggende, e puntualizza come il famoso "Golem" di Meyrink (il libro fu pubblicato nel 1915 e divenne subito famosissimo contribuendo a diffondere la leggenda) abbia poco o nulla a che fare con la tradizione ebraica. Sembrerebbe piuttosto un insieme di leggende, credenze magiche e superstizioni da romanzo gotico o pre-espressionista.

 

 

 

In internet

Un articolo molto approfondito e particolareggiato di Alexander Wöll lo si trova in: www.humboldtgesellschaft.de/inhalt.php?name=golem (in lingua tedesca)

 

 

In letteratura

Il Romanticismo di Heidelberg vide non solo l'articolo già citato di Jakob Grimm, ma anche "Isabella von Aegypten" di Achim von Arnim, in cui compare l'unico Golem femminile della storia.

Gli scritti sul tema furono innumerevoli. Tra i più noti:

Judah Rosenberg, Niflaot Marahal, 1909

Gustav Meyrink, Il Golem, 1915

Chaim Bloch, Il Golem di Praga, 1919

Jorge Luis Borges, El Golem, 1958

Paul Celan, Einem, der vor der Tür stand, 1964

Johannes Urzidil, La mistica del Golem, 1965, in: Di qui passa Kafka, Adelphi

Elie Wiesel, Il Golem, 1999

 

 

Le sue derivazioni

Di derivazione 'golemica', o almeno così li si considera, sono gli automi che fioriscono nella letteratura (e poi nel cinema), a partire da

Frankenstein di Mary Shelley del 1818

per arrivare al dramma di Karel Capek, RUR, dove l'acronimo sta per "Rossum's Universal Robots" (1921).

Questa 'tradizione' è arrivata fino ad oggi con

Norbert Wiener, God and Golem (1964)

il discorso di Gershom Scholem per l'inaugurazione del computer che venne denominato "Golem n. 1"

Stanislaw Lem, Also sprach Golem (1981).

 

 

Al cinema

Tre film di Paul Wegener intorno agli anni '20 consacrarono la popolarità del Golem, a corollario del suo successo letterario.

Del 1914 è Der Golem, del 1917 Der Golem und die Tänzerin, del 1920 Der Golem: wie er an die Welt kam.

Di ieri e di oggi i film su automi di vario tipo:

Frankenstein di James Whale (1931)

Alien di Ridley Scott

i più recenti Blade Runner dello stesso Scott

Terminator di James Cameron

Robocop di Paul Verhoeven

 

 

 

 

Johannes Urzidil

La mistica del Golem

 

"Se si vuole cogliere l'atmosfera satura di mistero dalla quale sortì Kafka è importante considerare il fondamento reale ed esoterico del mito del Golem, nonchè gli sforzi profusi durante il Rinascimento per assoggettare la materia originaria e dar vita all'uomo artificiale".

In questo saggio, cha fa parte di "Di qui passa Kafka", Urzidil collega il mito del Golem ai tentativi esoterici di creare l'uomo artificiale, dall'homunculus faustiano (che ha origini più antiche di quello di Goethe, risalendo ad un' "Historia" di Faust ambientata a Praga a fine '500) a quello di Paracelso ("De generatione rerum naturalium"), alle possibili influenze del mito del Golem su Goethe che scriveva "L'apprendista stregone", e ne rintraccia le origini nella più antica tradizione ebraica, per arrivare alla Praga (ebraica) di Rodolfo II. Riporta inoltre la leggenda della creazione del Golem da parte del Rabbi Loew ben Bezalel, che aveva funzione di domestico e di protettore degli ebrei, e che fu definitivamente fatto 'morire' quando un editto dell'Imperatore vietò la persecuzione degli ebrei, rendendo superflua la sua opera - così i suoi resti furono deposti nella soffitta della sinagoga Vecchio-Nuova. Ricostruisce l'atmosfera magica di allora, quando gli alchimisti di corte lavoravano alla ricerca della pietra filosofale, e traccia un parallelo con alcuni autori del '900 e con le atmosfere e le creature kafkiane, sorte a suo parere dalla medesima aura. (su)

 

 

 

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